Metanolo # 7 - Approvo l’approvabile
il primo ricordo legato al vino?
la prima volta che ho bevuto il vino è stato a casa della mia prima ragazza, suo padre aveva una vigna e produceva un rosso a sedici gradi, durante il pranzo mi dichiarai, alla seconda bottiglia promisi di chiamare il primo nipotino con il nome di suo padre, alla terza stavamo già fissando il giorno delle nozze, dopo due mesi ci siamo lasciati.
si ricorda la prima volta in cui si è ubriacato?
ahimè! la mia prima ubriacatura ha il sapore del limoncello, un sabato pomeriggio un ascesso ad un molare si ingrossò e mi
fece così male (avevo tredici anni) che mi madre mi disse di bere un bicchiere di limoncello per lenire il dolore, e poi due
e tre, finché non presi sonno.
cosa prova nei confronti dell’ubriacatura?
se non sapessi che ogni ora di ubriacatura corrisponde a qualche milione di neuroni che svanisce berrei in felicità
col pesce che vino accompagna?
bianco non frizzante
con i formaggi freschi?
rosso, anche perché con i formaggi accompagno sempre salumi
con la frutta in macedonia?
nessuno, sono allergico a talmente tante specie di frutta che il solo miscuglio mi fa andare di vomito
quando, dove e cosa fu il suo miglior acquisto di una bottiglia di vino?
germania, tre anni fa, supermercato lidl, montepulciano d’abruzzo. Perché? Perché la bottiglia era propedeutica ad un pomeriggio d’amore.
in scala da zero a dieci, quanto si sente imbecille all’interno di un’enoteca e perché?
zero. Mi sento più imbecille in una profumeria.
in scala da zero a dieci, quanto si sente sommellier in compagnia dei suoi amici e perché?
otto. Perché bevono tutti birra & ronco.
il suo vino preferito?
Primitivo di Manduria, Fonte di Plinio, 2001 – Ci sono arrivato per caso grazie ad amici di amici di amici. Il gusto è forte ma non aspro, l’olfatto è corposo, ottundente, una damigiana di questo vino distribuita durante un attacco terroristico che prevede il sequestro di almeno cinquanta persone oppure ad una banda di ladri durante una rapina ridurrebbe un commando qualsiasi ad una truppa di beghine che ritagliano formine con la carta a forma di bimbi che si danno la mano.
Mi chiamo Giorgio Tesen ed approvo queste risposte, questo questionario, l’esito delle ultime elezioni, e i vini che Vocativo mi propone:
Primitivo
Il mio primo approccio, con coscienza enoica, al primitivo pugliese è stato alcune estati fa, quando mi recai nel Salento per una vacanza. All’epoca, con un caro amico, si andava muniti di appunti affastellati, presi da varie riviste, alla ricerca di qualche vino segnalato, recensito. Prima di quell’esperienza, la mia conoscenza del primitivo era legato ad alcuni prodotti dell’area del Massico che, dunque, presentavano tutt’altre caratteristiche.
Il vitigno sembra essere originario della Croazia ed essere strettamente imparentato allo Zinfadel californiano, se non addirittura un clone.
Per ragioni di reperibilità si partì dal Primitivo di Manduria DOC Santera di Leone De Castris (a me il nome della nota azienda ricordava l’altrettanto celebre critico letterario Angelo Leone De Castris), dopo aver assaggiato qualche negroamaro. L’impatto devastante dell’alcol e della materia non era da poco (cosa che ho potuto appurare di recente, ritrovandomi di fronte una bottiglia di Santera). Era chiaro che si aveva a che fare con vini esuberanti, dall’intenso profumo vinoso, pieno e asciutto al palato. Tuttavia l’alcol si avverte, così come i muscoli. Vini più potente che elegante, è chiaro. In enoteca intorno agli 8-9 euro.
Si passò, quasi per scommessa sul nome, al Taras di Albano Carrisi, primitivo del Salento IGT, affinato per 8 mesi in barrique. Anche qui l’impatto è devastante, solo a farlo roteare nel calice ci si accorge di quanta materia (mi interrogo sugli estratti) ci sia! Colore impenetrabile, al naso il vinoso si impone con l’alcol, per poi lasciare il posto a frutta matura e confettura; così in bocca, con un carattere ruffiano da mitigare la capacità prosciugante del vino. Non è esattamente il tipo di vino che mi piace, ma la potenza, i muscoli e la pienezza sono più che evidenti. Da abbinare su arrosti o formaggi stagionati. In enoteca intorno ai 15 euro.
Decisamente più pronto alla beva è il Primitivo Salento IGT dell’azienda salentina Cantele, piacevole, anche questo di stile internazionale, impenetrabile al colore, fruttato, rotondo in bocca, ma non stucchevole. Direi che è proprio la sua minore concentrazione e un pizzico di freschezza in più a dare facilità alla beva. Un prodotto facilmente reperibile (circa 300.000 bottiglie ogni anno) e, considerato il prezzo, 5-6 euro, consigliabile. Che ne dite di berlo su orecchiette al ragù di carne, naturalmente con pomodoro?














