di putrelle, di vetri e di cemento

Set 11th, 2007 | By Varg | Category: Varg, citta'

Dunque, a molta gente piace credere alle stronzate più disparate. Lo dicono anche loro, I want to believe, ossia, Lo so che non è vero, ma voglio disperatamente che lo sia. In questi casi di credo quia absurdum non è che si possa fare molto per far cambiare loro idea. Vogliono credere e ci credono. UFO, la maddalena all’ultima cena, cerchi nel grano, mio cuggino che si toglie il casco e gli si apre in due la testa, cose così, chi ci crede resterà della sua idea e full stop. Tra le varie situazioni di questo tipo, una di quelle che ultimamente vanno per la maggiore è quella del complotto sui fatti dell 11 settembre di sei anni fa.

Posto che come in ogni vicenda che concerne questioni militari, quello che si sa sia sempre diverso da quello che è, posto che lo spazio per alcuni dubbi ci sia sempre (io ad esempio riguardo all’aereo caduto a Pittsburgh, piuttosto che alla melodrammatica versione della rivolta dei passeggeri, credo più che altro che sia stato abbattuto), le voci sulla demolizione controllata delle torri e sugli aerei telecomandati sono qualcosa la cui ridicolaggine può sfuggire solamente a chi ha serissimi problemi di sconnessione dalla realtà.

Se si guarda uno qualsiasi dei sedici miliardi di filmati disponibili in rete, è decisamente evidente come le torri crollino a partire dai punti in cui gli aerei hanno impattato, che sono ad altezze alquanto differenti. La torre che crolla per prima poi, è quella colpita per seconda, ma in un punto molto più in basso. Ora, a meno di non voler credere che i diabolici pianificatori del complotto abbiano piazzato le cariche in punti differenti e che gli aerei abbiano poi colpito precisamente i punti prestabiliti (mostrando tra l’altro una grande considerazione per i film di John Woo), la cosa da sola dovrebbe bastare a togliere di mezzo tutte le minghiate che vengono dette, o per lo meno a qualificarle come affermazioni contro l’evidenza dei fatti.

Noto invece che c’è un sacco di gente che si affanna a dimostrare con dettagliati studi scientifici come il punto di fusione della trave del parapio con scappellamento a imbuto non possa che crollare. E ci pubblicano anche dei libri. Ora, seppur sinceramente convinto della buona fede di chi si sbatte in servizi antibufale, non posso che sorridere.

Quando ci fu l’attacco dell’11 settembre 2001 (autoattentato, per i più astuti), ricordo benissimo che in giro c’era una certa caga piuttosto diffusa. Non si sapeva quello che sarebbe potuto accadere, e soprattutto nessuno si sarebbe aspettato un attacco di tali proporzioni e di tale impatto estetico, nemmeno Bruce Willis. Telefonai alla mia amata amica R., che in quel momento era in una manifestazione simil no global a Londra, e mi disse che pure gli squatters locali erano rimasti basiti.

Dopo poco tempo, quasi nessuno lo ricorda, cadde un altro aereo, sempre a New York. Io ero all’Inter club col mio amico G, e bevevo un bianchin spruzzàa. Si disse che non si trattava di un attentato, ma la nostra impressione era che il dito di Allah avesse colpito ancora. Dove arriveranno? Si riuscirà a fermarli? Il nemico era una specie di materializzazione della S.P.E.C.T.R.E. di fleminghiana e bondesca memoria, capace di colpire come mai nessuno prima e soprattutto composta da gente dall’aspetto esotico e cupo, che non lo faceva né per i soldi né per il potere, ma per fanatismo religioso, quindi incontrollabile e incorruttibile. Poi venne la guerra in Afghanistan, la caccia infruttuosa a Bin Laden, Mullah Omar e Macchia Nera, poi la guerra in Iraq. Cellule terroristiche ovunque, ma acciuffate sempre in tempo. Il gruppo di Al Qaeda dimostrava di non avere più la verve dei primi album. Poi ci fu l’attentato di Madrid, altro allarme, la Spagna che cede e va via dall’Iraq. Poi Londra, e sebbene i morti siano sempre morti, la magnitudo degli attacchi risultò essere in grande diminuzione. Poi da parte loro più niente, almeno, dalle parti del grande Satana.

Dalle parti iraqene e afghane certo si continua a morire, la situazione risulta essere molto complessa e di difficile soluzione, ma tornando con la memoria ai tempi che furono, l’allarme è decisamente inferiore. Oh, poi non è detto che domani mi non scoppi una bella bomba sotto al culo, ma sinceramente, io ’sto terrorismo islamico pensavo peggio.

Flesh

Eduard Salier

NOT EMBEDABLE

5 comments
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  1. ottima la citazione da Caro Diario “io Spinaceto pensavo peggio”, applicata al terrorismo.
    Argùzia.

  2. ma chi e’ soda?
    non embeddable videos, bill gates made us who we are, copyrighted material..
    what the fuck is soda?
    ..e a che scopo?
    sono d’accordo sull’assurdita’ di certi complotti internazionali a proposito delle torri, and you obviusly are aware the real issues in the middle east is imperialistic expansion, eppure non riesco a collocarvi, che e’ un bene di solito, anche se it fosters misinterpretations..
    uhm..

  3. collocaci sulla mensola in soggiorno.
    ti fisseremo inquietanti mentre guardi il telegiornale, comodo sul tuo divano.

  4. Don’t misunderestimate us.

  5. Ma invece il Soda speciale? E’ finito anch’esso spiegazzato e dimenticato nelle macerie delle Torri?

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