benessere per malessere

Apr 6th, 2007 | By slash16 | Category: SodaRacconti, slash16

Sono l’ultimo di tre figli.
Famiglia borghese, mi tagliano i viveri quando mi sposo. In due mesi dal benessere alle toppe al culo.
Dalla mia famiglia ero considerato un po’ strano, senza il senso del denaro: mio fratello, funzionario di banca, diceva che i soldi io li mangiavo.
Sono sempre stato così. Da ragazzino passavo l’estate nella nostra casa al lago. Prima  Olcio, poi Mandello del Lario. Ad una certa ora del pomeriggio mi compravo il gelato. Chiedevo ai miei amici: E voi non lo prendete? Non abbiamo voglia, rispondevano. In pochi giorni ho capito che non avevano i soldi, ed allora ho trovato la soluzione: lo pagavo io per tutti. Finché c’erano soldi, poi niente gelato, per nessuno.
Mia madre è morta nel ‘76, avevo ventisette anni, con moglie e figlio a carico. Quello che è successo nei due anni successivi, non lo racconto anche se c’è da ridere. Morale: dal ‘76 al ‘78, anno in cui è morto mio padre, sono spariti quattro appartamenti ed una villetta, con taverna e giardino. Oltre ai soldi in banca. Mio fratello, il bancario, si è quasi esaurito per cercare di condizionare nostro padre che aveva una convivente ungherese sui quarant’anni, con un bambino. Mio fratello la chiamava la puttana, io dicevo che nostro padre era rincoglionito, ma in ogni caso sono punti di vista. Dopo che mio fratello me ne aveva dette di tutti i colori perché mi disinteressavo del problema, arriva l’eredità. Non voglio un cazzo, dico io; No, anche se non li meriti hai diritto alla tua parte, lui. Di tutto quello che c’era eredito meno di cinque milioni di lire. Avrei potuto tenerli per l’affitto, per comprare qualcosa a mia moglie o le scarpe a mio figlio. Niente di tutto questo. Dato che venivano da una situazione di tristezza, li ho trasformati in felicità. Ho comprato uno stereo da 300 watt, ho dovuto fare tre viaggi con l’ascensore per portarlo in casa. Avevo le casse più grandi dei mobili. Mia moglie era basita. Cos’è questa roba qui? È la nostra eredità, le ho risposto. Mio figlio era l’unico bambino, al mondo, che invece di 44 Gatti ascoltava i Van Halen ed i Dep Purple, non so come si scriva, insomma ascoltava la mia nusica a 300 watt.
Ho sempre avuto la mania della compagnia, di stare con la gente, di guardarla negli occhi e chedere Come stai? Non Quanti soldi hai. A mia moglie in tutti questi anni ho regalato: un mazzo di fiori, un braccialetto e qualche profumo. Non le ho dato niente, cioè,  non in quel senso. Le ho dato cose che non costano niente, ma che si fa fatica a comprare, anche con tanti soldi. L’ho guardata negli occhi, le ho ascoltato il cuore, l’ho mandata affanculo quando serviva. L’ho svegliata di notte perché avevo voglia di parlare. Ho fatto tante di quelle stronzate che il film “Amici miei” mi fa un baffo, potrei farne dieci. Siamo soppravisuti, abbiamo mangiato, ci siamo vestiti, abbiamo riso. Se avessi soldi in proporzione alle risate che ci siamo fatti sarei più ricco di Silvio. L’unico problema che abbiamo noi, e che avevamo, era quello di stare bene, nella salute e nella testa, nel cuore, noi e gli amici, ed i parenti.  Mai preoccupati se in tasca c’erano 10000 o 50000 lire, ma sempre quel Come stai?
La prova che, per noi, primario è il benessere mentale è la scelta di mio figlio nel lavoro. Lavorava nella più grossa multinazionale al mondo di gioielli. Viaggiava in aereo, alberghi di primo livello, ristoranti. Camicia, cravatta, giacca. Ma non era sereno. Ha mandato affanculo tutto e ha cambiato lavoro. Gira in jeans, giubbotto, con un perenne sorriso in faccia, sempre circondato da amici ed amiche, evidentemente è matto anche lui oppure è coglione, come suo padre. Se non fosse per il fatto che io, noi stiamo bene. Pur lavorando nel mondo delle auto, ho comprato solo una vettura nuova, e me ne sono pure pentito. In compenso ho comprato centinaia di libri e di dischi, ho fumato, ho bevuto, ho cantato, me la sono goduta.
Ho perso qualcosa? Forse non ho avuto il tempo di accorgermene, andavo troppo veloce incontro alla vita. Ognuno ha i suoi valori. Ho pensato più al benessere interiore che a girare in bmw, anche perché non avevo bisogno della bmw per caricare le ragazze. Erano loro che salivano, nella mia auto ci si divertiva, niente spaccamento di maroni.  Certo che bisogna accettarle, con la testa, con il cuore, certe cose. Prima di arrivare a star bene.

image @  Contemporary Works- Vintage Works, l.t.d. 

Slash16

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