Quando mi ha detto Ciao Amore Vado A Singapore credevo canticchiasse una canzone di quelle che ascolta solo lui -giovanilismi underground un po’ anni ottanta un po’ rockfintovawejazzinglese e anche grunge, anche se quando c’era il grunge lui era ancora alle scuole medie- ma il giorno che si è svegliato alle quattro e mi ha detto “Be’? Che fai lì, devi portarmi all’aereoporto” allora ci ho ben creduto che partisse.
Si diceva, Cobain e l’aereoporto di Orio al Serio alle cinque del mattino, in mezzo alla nebbia e gli ipermercati grossi come robot giapponesi.
Ero fuori a fumare la sigaretta, tremavo per l’umidità , quando è uscito a dirmi: “Mi trovi al bancone del check-in, han aperto il desk, hasta la vista”.
Ho risposto “Comandante Che Guevara” ma troppo tardi, era già stato inghiottito dalle porte girevoli, così son tornata a guardare l’ipermercato proprio di fronte.
Alle cinque del mattino in un centro commerciale c’è più attività di quanto si creda.
Dietro è una fila lunga di camion che debbono scaricare, di facce lunghe e tute da logistica arancioni. Spesso tra camionisti scoppiano risse, molto più spesso sparisce un prosciutto.
Mentre un fornitore di formaggi picchiava quello della pasta son entrata anche io nella hall.
Al check-in non c’era nessuno: neanche al bar o verso le toilettes.
C’era solo un cingalese o filippino che spazzava in terra, la barista dietro il banco sciacquava la tazzina del caffè che avevo preso poco prima.
Ho cercato nelle tasche il mio cellulare: ho ricordato che non lo avevo, nella fretta della mattina era rimasto sul mobile in soggiorno.
Ad un certo punto ho sentito agitazione, gente che correva: uno vestito da comandante di aereo, insanguinato, accompagnato di fretta da poliziotti in assetto di guerra. Sono uscita fuori, ho sentito un rombo d’aereo che partiva a tutto gas.
Ho ricevuto la tua lettera: spiegazzata, si capiva bene che è stata controllata.
Inizia come sempre, Ciao Amore, Vado A Singapore e poi mi descrive la tua giornata.
Il tuo compagno di cella è stato rilasciato, è arrivato uno nuovo.
Coprofilo, mi dici (la parola coprofilo più calcata di altre, come se fossero stati in dubbio di censurartela), ti racconta di tutte le sue pratiche e di come a scuola solo un compagno stesse ad ascoltarlo. Mi descrivi questo tizio, da come ti dice lui: non molto alto, capelli lunghi, metallaro, collezionista di orsetti di pelouche, un sorriso incredibile e mente eccelsa. Con accento aspirato, tipico del centro Italia, belle mani, occhi splendidi, sadico.
La lettera si conclude chiedendomi: Rintraccialo, per favore.
Son partita alla ricerca di questo fenomeno e l’ho trovato. Non è stato facile: il binomio metallaro-sadico mi ha sviata molte volte, sui motori di ricerca in internet, ma alla fine ce l’ho fatta, l’ho trovato, agganciato, innamorato.
Siamo fidanzati da sei mesi, ormai.
Al mattino mi sveglia, mi dice buongiorno principessa, mi serve la colazione a letto su un tavolino con sempre una margherita appoggiata sul tovagliolino, di fianco alla tazza di caffè. Mentre mi mangio il croissant alla crema lui si veste, prende la sua valigetta del lavoro e prima di uscire di casa mi ripete sempre Ciao Amore, Vado a Singapore.
ma anche








i nuovi angeli…
Commento di ivan — 1 Febbraio 2007 @ 17:11in between…
Commento di rael.is.real — 1 Febbraio 2007 @ 17:19Singapore vado a Singapore, benedette care signore! Singapore vado a Singapore, che mania di fare l’amore!
Commento di ivan — 1 Febbraio 2007 @ 17:21è deciso.
Commento di rael.is.real — 1 Febbraio 2007 @ 17:21mi faccio bionda come Debbie.
ma come!
Commento di rael.is.real — 1 Febbraio 2007 @ 17:23non me lo son inventato io il claim su Singapore, dunque?
accidenti.
quel ritornello mi tormenta dai primi anni settanta…
Commento di ivan — 1 Febbraio 2007 @ 17:33AH.
Commento di rael.is.real — 1 Febbraio 2007 @ 17:53come se mi sentissi defraudata.
devi sempre controllare la fonte, no?
Commento di ivan — 1 Febbraio 2007 @ 18:02li denunZio
Commento di rael.is.real — 1 Febbraio 2007 @ 18:03…ve lo devo confessare… e’ stato un vero piacere….
Commento di ziacassie — 1 Febbraio 2007 @ 18:10cioè ci abbandoni, zia?
Commento di rael.is.real — 1 Febbraio 2007 @ 18:13Mitico: un racconto di rael out-door, roba da collezionisti. Leggendo e ascoltando la colonna sonora ho avuto un deja vu; c’era la stessa atmosfera di GTA Vice City, il videogioco, quello ambientato negli anni 80. Quando la protagonista era fuori dall’ipermercato le avrei voluto dire:
Commento di malfredo — 2 Febbraio 2007 @ 02:18-Ehi capo, rubiamo una cadillac e vediamo che aria tira a Downtown (o a Bergamo, fa lo stesso).
rubiamo una cadillac e andiamo a picchiare selvaggiamente quelli di tele2 (ho atteso esattamente fino a 8 minuti prima del tuo ricomparire)
Commento di rael.is.real — 2 Febbraio 2007 @ 08:58e io che mi aspettavo i nirvana per colonna sonora.
Commento di Miles Faber — 3 Febbraio 2007 @ 10:55che poi pure cobain era biondo.
quelli di teledue andrebbero massacrati di botte sì, li ho pure denunciati ma hanno vinto loro. almeno però son morto lottando. per quanto riguarda la nuova tinta platinata visto che tu e debbie harris c’avete la stessa faccia tonda dopo potrebbero scambiarvi per gemelle
Commento di abteilung — 3 Febbraio 2007 @ 22:22rockfintovawejazzinglese
Commento di bradipo — 5 Febbraio 2007 @ 12:38rockfintowavejazzinglese :-p
Ste
eranno versi di singapore… mannaggia ste lattanti…
Commento di ziaS — 6 Febbraio 2007 @ 10:39ciao rael, il disco di gionata esce fra due giorni.
Commento di Valerio — 7 Febbraio 2007 @ 11:41ciao ciao
v.