Stamattina lavandomi la faccia ho sentito dei rumori metallici venire da fuori della finestra e girandomi verso quei suoni ho spruzzato d’acqua lo specchio tanto m’ha stupito il rumore in sé, ta-tlà k, e mi son detto: devo avvertire subito Claudia, di questo rumore, perché è davvero strano sentire il rumore di un cavalletto da tappezziere che viene aperto da attraverso la persiana chiusa alle sei e ventotto del mattino.
Sono andato in camera da letto e ho dimenticato subito di dirle del rumore del cavalletto perché Claudia era in una posizione che avevo visto ieri pomeriggio in un filmato porno, c’era questa donna con le calze autoreggenti nere col pizzo e un coso addosso che si chiama baby doll, sempre nero e con gli inserti in pizzo, e aveva un tanga senza pizzo ma sempre nero e faceva finta di dormire, e mi son chiesto come faccia una a dormire sul letto con tutta quella roba addosso e per di più delle scarpe nere col tacco molto alto e sottile, credo lo chiamino stiletto, e Claudia era nella stessa posizione di quella donna ma fortunatamente non aveva né addosso tutto quel pizzo nero, gli stiletti e soprattutto quattro energumeni calvi e con gli occhiali da sole addosso.
A quel punto a Claudia avevo un bel po’ di cose da dire, il rumore del cavalletto, gli energumeni, quanto incida sui costi produzione di un film porno l’acquisto di biancheria intima e soprattutto, chi la lava poi? Ci sono delle lavanderie specializzate in roba pornografica, dei cinesi che mettono nelle lavatrici enormi le maschere di latex e fanno attenzione alle palline che sennò incastrano le cinghie di trasmissione del cestello?
Claudia ha mugolato e s’è mossa tutta sensuale, scivolando una gamba sull’altra, la caviglia ad accarezzare il dorso del suo piede. No, cioè, ero preso ancora dalla visione di cinesine che fanno entrare nelle asciugatrici mazzi di frustini piegandoli al massimo della tensione, e allora ho equivocato, perché Claudia in realtà ha piantato un mezzo russamento, s’è girata grattandosi una coscia e ha continuato a dormire.
Allora mi sono ricordato che avevo la faccia ancora gocciolante, non me l’ero asciugata, sono corso in bagno a prendere l’asciugamano e ho sentito di nuovo il rumore. Ta-tlak. Mi sono avvicinato alla persiana, ho pensato che ci fosse un tappezziere lì fuori, che avrebbe tappezzato i muri della piazza, ed era anche una cosa poetica questa, con un suo perché letterario, credo che se io fossi uno scrittore questa cosa la scriverei, tappezzatori di muri, qui una tappezzeria americana con papere e fagiani, qua una francese con rose e arzigogolii, in questa via una di tessuto italiano che ci puoi anche passare su l’aspirapolvere e se hai un gatto ci viene fuori un maglione all’anno con tutti i fili che tirerebbe con le unghie.
Avvicinandomi alla finestra mi sono avvicinato anche alla lettiera del gatto e questa cosa mi ha un po’ scombussolato la voglia di caffè, che al mattino ogni volta fare la pipì annusando la lettiera, involontariamente e obbligato, mi alzo, vado in bagno, mi siedo sul water che però questa cosa io un po’ mi vergogno a dirla ma mia madre mi ha insegnato a sedermi per fare pipì e se sono in autostrada quando vedo quelli che fanno pipì col pisello rivolto ai campi e ai muri dei viadotti io a quelli li invidio abbastanza, non che non sarei capace anche io ma un po’ di sfasamento lo avrei sicuramente, metti che lascio delle goccioline sul guardrail.
La lettiera del gatto è accanto al water e se Claudia non l’ha pulita da poco la mia voglia di fare colazione va a farsi benedire, ma poi penso che ormai fa parte dell’odore di una casa, uno entra in una casa e dice subito: fumano, friggono e hanno un gatto. È bello, così, una casa ha un suo vivere, una sua personalità , si presenta e dice: mi chiamo Via Gela 10, piano terra, suonare Semini; friggiamo le sarde, fumiamo camel blu e abbiamo un gatto, io e la mia signora.
Avvicinandomi alla finestra volevo tornare da Claudia e chiederle quando fosse stata l’ultima volta che aveva pulito la cassettina del gatto ma ho sentito di nuovo: Ta-tlak! e siccome a me piace la tappezzeria ho voluto aprire di botto la persiana così facevo uno scherzo al tappezziere e dirgli: Buongiorno! Mi fa la boiserie con una vinilica verde bosco a riga sfumata alternata, bordatura alta dieci centimetri con ornato gris sur gris e murata a puntinato verde chiaro con cornice in finto gesso polimerato a greca?
Ho spalancato e il Buongiò! mi si è strozzato in gola, perché era uno che approntava il banchetto, al giovedì d’estate fanno il mercato, qua davanti a casa mia, e mi è spiaciuto che non fosse un tappezziere perché se c’è una cosa che odio, io, è il mercato e sono andato a dirlo a Claudia, di ’sta cosa che io odio il mercato ma lei ormai russava alla grande.
